martedì 16 agosto 2016

Pino Rucher in SANREMOSTORY

Nel 2011 “TV Sorrisi e Canzoni”, nella terza uscita del DVD SANREMOSTORY, ha proposto i Festival dal 1959 al 1963 permettendoci di vedere, in alcuni brevi spezzoni di Sanremo 1960, il chitarrista Pino Rucher in prima fila nell’orchestra diretta dal M° Cinico Angelini. Durante quel festival, Pino Rucher ebbe modo, con l’orchestra Angelini, di accompagnare Mina al suo debutto a Sanremo, come è possibile vedere nel film “Sanremo la grande sfida”, nel quale film sono appunto inclusi alcuni spezzoni che mostrano Rucher mentre suona anche nelle esibizioni dei cantanti Sergio Bruni, Fausto Cigliano, Tony Dallara e Domenico Modugno.


Dispiace di non trovare nel citato DVD SANREMOSTORY l’esecuzione di “Quando vien la sera” di Wilma De Angelis (sempre con Rucher nell’orchestra Angelini).
Ricordiamo che in Sanremo 1960 Rucher (con l’orchestra Angelini) suonò a fianco di molti famosi musicisti, tra i quali un giovane Ennio Morricone in qualità di maestro arrangiatore.


Tornando al DVD, bisogna dire che Pino Rucher suonò anche nel Festival di Sanremo 1962, ma in SANREMOSTORY i frammenti utilizzati sono davvero pochi; infatti, nel DVD solo in una sfocata ripresa del palco da lontano è possibile individuare Pino Rucher alla destra del teleschermo; eppure le foto d’epoca di Sanremo 1962 lo ritraggono varie volte, ad esempio con i cantanti Claudio Villa e Milva.



Bisogna precisare a questo punto che purtroppo la RAI anni addietro ha perduto parte dello storico materiale sonoro e video; infatti, nella seconda uscita di SANREMOSTORY (dal 1951 al 1958) manca del tutto il filmato del “Festival di Sanremo 1957”, in cui Pino Rucher, sempre con l’orchestra Angelini, fu visto in diretta (da poco era nata la televisione) da tantissimi cittadini di Manfredonia che si erano assiepati davanti a un televisore collocato in Piazza del Popolo (grande era l’attesa per l’importante evento e per la presenza del concittadino Rucher).


Nella seconda uscita di SANREMOSTORY abbiamo modo di vedere tra gli orchestrali in brevi frammenti dei primi tre Festival di Sanremo il chitarrista di Monte Sant’Angelo Michele Ortuso; fa un certo effetto pensare che Rucher sia stato preceduto nell’esperienza sanremese proprio da un chitarrista garganico, Michele Ortuso, tra i primi jazzisti italiani.
La seconda uscita di SANREMOSTORY, come già detto, non ci permette di rivedere Sanremo ‘57 con lo stupendo assolo di Rucher in “Corde della mia chitarra” di Claudio Villa, anche se il DVD nei primi minuti mostra una fotografia in cui è possibile scorgere Rucher alle spalle di Nilla Pizzi, in una serata supplementare che vide, a chiusura del Festival di Sanremo 1956, la riproposizione delle prime tre canzoni classificate in tutte le precedenti edizioni di Sanremo, sotto la direzione del M° Cinico Angelini. Di questa serata speciale dell’11 marzo 1956 viene mostrata un’altra foto che ritrae Rucher alle spalle del cantante Achille Togliani durante la trasmissione “Se... a casa di Paola”.


domenica 17 luglio 2016

Chi non ha nessuno

Ecco la copertina di un 45 giri (1965) di Antonio Morese (Toni Santagata), sul cui lato A è incisa la canzone “A ’nnammurata mia” (Verde - Ferrio), tratta dalla trasmissione RAI TV “Napoli contro tutti” (condotta da Nino Taranto in 14 puntate, dal 30 settembre 1964 al 6 gennaio 1965), cui prese parte anche il chitarrista Pino Rucher con l’orchestra RAI diretta dal M° Gianni Ferrio. Sul lato B è incisa la canzone “Chi non ha nessuno” (composta dallo stesso Antonio Morese).



lunedì 25 aprile 2016

Chitarra Mogar di Pino Rucher

Pino Rucher ha utilizzato la chitarra Mogar (prodotta dalla storica liuteria Monzino) in tante incisioni, in particolare in colonne sonore cinematografiche apparse tra la metà degli anni ‘50 e i primi anni ‘60.

Il suono impresso da Pino Rucher con questa Mogar e con i modelli elettrici Fender Jaguar e Fender Stratocaster, da lui utilizzati successivamente, rimane mitico nella musica da film.



lunedì 18 aprile 2016

Vignette satiriche lunga tradizione tra satira e storia

Michele ApollonioVignette satiriche lunga tradizione tra satira e storia: Da Antonio Manganaro a metà Ottocento, agli arguti «nipotini» dei giorni nostri,
«La Gazzetta del Mezzogiorno» / «La Gazzetta di Capitanata» (Bari), 19 febbraio 2015, p. 18,
[riferimento a Pino Rucher quale vignettista di Manfredonia]

Vignette satiriche lunga tradizione tra satira e storia
Il caricaturista e illustratore Francesco Granatiero ricorda Pino Rucher:
Da qualche tempo l’emittente locale ManfredoniaTV manda in onda, a corredo di un programma di attualità, le vignette di Carlo De Vanna, architetto, che raccontano in estrema e chiara sintesi, aspetti della vita quotidiana. Nel recente passato, ricorda Francesco Granatiero, ci sono stati vignettisti ispirati come ad esempio l’avvocato Angelo Foglia, il chitarrista Pino Rucher, l’imprenditore Cosimo Di Lauro.

mercoledì 6 gennaio 2016

Festival di Sanremo 1957

 Festival di Sanremo 1957

Il Festival di Sanremo 1957 fu vinto da Claudio Villa con “Corde della mia chitarra, in cui ha una parte preminente l’assolo alla chitarra elettrica eseguito da Pino Rucher.

Festival di Sanremo 1957. Al centro del palcoscenico vi sono i presentatori Marisa Allasio, Nunzio Filogamo e Fiorella Mari. Partecipano l’orchestra Angelini a sinistra e l’orchestra Trovajoli a destra. Pino Rucher alla chitarra elettrica con l’orchestra Angelini.

Festival di Sanremo 1957. Al centro del palcoscenico vi sono i presentatori Marisa Allasio, Nunzio Filogamo e Fiorella Mari con il M° Cinico Angelini. Il chitarrista Pino Rucher è in seconda fila (secondo da sinistra) con l’orchestra Angelini.


Il settimo Festival di Sanremo si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dal 7 al 9 febbraio 1957 in contemporanea Radio e Tv dalle ore 22.

Il Festival di quell’anno vide il ritorno alla conduzione di Nunzio Filogamo (già alla guida delle prime quattro edizioni della kermesse, trasmesse alla radio), affiancato da Marisa Allasio, Fiorella Mari e Nicoletta Orsomando.



La direzione musicale fu affidata a Cinico Angelini e Armando Trovajoli.

Ad aggiudicarsi la competizione fu la canzone “Corde della mia chitarra, cantata da Claudio Villa e Nunzio Gallo. Quest’ultimo raccontò che l’avversario da lui più temuto era il suo idolo Natalino Otto, e che quando vinse andò a scusarsi con lui. Claudio Villa si aggiudicò anche il secondo posto insieme a Giorgio Consolini con la canzone Usignolo.

Ma la canzone di questa edizione che rimase maggiormente impressa nell’immaginario collettivo fu “Casetta in Canadà” (presentata da Gino Latilla, Carla Boni ed il Duo Fasano e da Gloria Christian ed il Poker di Voci), a dispetto del quarto posto ottenuto nella classifica finale.

Inizialmente le canzoni in gara erano 20 poi scese a 19, in quanto venne esclusa dalla seconda serata “La cosa più bella” cantata da Carla Boni e Tonina Torrielli, perché risultata già pubblicata in un jukebox di Milano in una versione incisa da Cristina Jorio.

A causa delle troppe gaffe commesse nelle serate precedenti, Marisa Allasio fu costretta da Nunzio Filogamo a rimanere dietro le quinte durante l’ultima serata per lasciare il posto a Nicoletta Orsomando, e poté apparire solo al momento della proclamazione dei vincitori. Da segnalare inoltre le aspre critiche della stampa che colpirono Claudio Villa, che si rese protagonista di una clamorosa stecca (ribattezzata eurostecca perché trasmessa, come tutta la rassegna, in Eurovisione) nell’esecuzione del brano “Cancello tra le rose; il cantante fu inoltre tacciato di superbia, volendo interpretare sempre le canzoni più belle del Festival, provocando anche un’interrogazione da parte dell’onorevole Bruno Spampanato al Ministro delle Poste e delle telecomunicazioni Giovanni Braschi.

Un altro episodio degno di nota fu un calo di voce causato da un’influenza che colpì Tonina Torrielli durante la serata dedicata alle canzoni degli “autori indipendenti di domenica 10 febbraio, che la portò ad abbandonare il palco. Invitata nuovamente a raggiungere la scena da Nunzio Filogamo, portò a termine l’esecuzione. Il 1957 fu inoltre il primo anno in cui, seppure in un’ottica molto diversa da quella che avrebbe avuto alla fine degli anni ‘60, accanto alla manifestazione ufficiale venne organizzato un “Controfestival: un pianista e un cantante molto noti, ma di cui i giornali non rivelarono mai i nomi, si riunirono in un albergo nei pressi del Casinò per presentare dieci brani esclusi dal Festival.

Fu anche l’ultima edizione organizzata dalla Rai che dall’inverno 1956-57 si era impegnata nell’organizzazione di Canzonissima.

sabato 2 gennaio 2016

Il jazz in Italia: dallo swing agli anni sessanta

Adriano Mazzoletti, 
Il jazz in Italia: dallo swing agli anni sessanta

Copertina del libro

Riferimento a Pino Rucher a p. 321

 Nel 2008 è stato trasmesso un brano di unintervista di Adriano Mazzoletti su Pino Rucher rilasciata al giornalista RAI Enzo Del Vecchio per il Tgr Puglia. 

Adriano Mazzoletti dice di Rucher:
Pino Rucher è stato uno straordinario strumentista, assolutamente, uno dei migliori strumentisti nel campo specifico della chitarra, della chitarra elettrica, che ci sono stati in Italia. Abilissimo nel riproporre temi, arrangiamenti, assoli desunti dai grandi del jazz. Era famosissimo perché era l’unico in Italia capace di proporre la musica di Barney Kessel, per esempio (http://www.pinorucher.it/immagini/barneykessel.pdf); Barney Kessel è un chitarrista molto importante americano. Musicalmente parlando era straordinario. Aveva una bellissima sonorità sulla chitarra; tant’è vero veniva spesso utilizzato da grandi autori di musica da film proprio per la capacità che aveva di interpretare ed era, diciamo, molto musicale.

To Rucher Giuseppe,
with best wishes
Barney Kessel