Pino Rucher
Pino Rucher è stato un chitarrista e arrangiatore italiano
sabato 31 ottobre 2026
venerdì 2 aprile 2021
Ennio Morricone elogia il chitarrista Pino Rucher
Considerando la proficua collaborazione di mio nonno Pino Rucher quale chitarrista elettrico con il Maestro Morricone dal ‘59 al ‘71, io e i miei familiari siamo trasaliti alla notizia della morte, sebbene il loro rapporto si fosse incrinato per diverbi sul lavoro lasciando strascichi per il riconoscimento di un’attività allora non tutelata.
Molti tra i miei amici e conoscenti sanno di quanto io mi sia prodigato per la ricostruzione della carriera di mio nonno, scomparso prematuramente tra i colleghi chitarristi che hanno lavorato sulla piazza romana. L’aver reperito tra le carte di lavoro di mio nonno date, orari e studi di registrazione relativi all’incisione di centinaia di colonne sonore mi ha dato un forte impulso per potermi di nuovo calare nell’atmosfera magica che provavo da adolescente quando mio nonno, tornato dal pensionamento, mi suonava temi di western e di altri film e io aspettavo con ansia le riproposizioni in TV per poter riascoltare quegli assoli nel contesto della pellicola cinematografica.
Avevo in animo di incontrare ancora il Maestro Morricone per un incontro chiarificatore, ma purtroppo, complice il lockdown, ciò è sfumato.
Di quei contatti che ho avuto con il Maestro Morricone, mi restano alcune parole genuine che lui ha espresso su Pino Rucher, che ben fanno comprendere la portata di quelle collaborazioni.
Emiliano Ferri
Ennio Morricone: Sì Rucher, il grandissimo chitarrista.
Emiliano Ferri: Sì.
Ennio Morricone: Lui suonava con me molto bene, era bravissimo, me lo ricordo molto bene.
Emiliano Ferri: Sì.
Ennio Morricone: È stato sempre un grande chitarrista, con delle grandi prestazioni, con una generosità importante e rara e me lo ricordo benissimo come se fosse adesso.
Emiliano Ferri: Forse potrebbe parlarmi di lavori nei quali figurava mio nonno, io, io devo dire che un po’ tramite i diari di mio nonno, alcuni documenti, alcune testimonianze di colleghi, so per certo in quali colonne sonore ha suonato.
Ennio Morricone: Allora le basta quello che lei ha detto, che le risulta.
Emiliano Ferri: Maestro, ma io vorrei una sua testimonianza.
Ennio Morricone: Io ho 45 anni, 50 anni di carriera, io ho avuto anche altri chitarristi, come Alessandroni, come D’Amario.
Emiliano Ferri: Sì, sì.
Ennio Morricone: Come Tosoni ed altri, la chitarra elettrica la suonava suo nonno, la chitarra classica Bruno Battisti D’Amario. Mi ricordo benissimo di suo nonno, gliel’ho detto subito che era un bravissimo, eccezionale chitarrista.
Emiliano Ferri: Ecco comunque io, un’altra cosa che volevo chiedere, ne ho parlato anche con il Signor Angelo Franchi, ecco, io vorrei insomma che il nome di mio nonno fosse inserito in quelle colonne sonore dove lui, dove lui ha suonato. Volevo chiedere l’autorizzazione a utilizzare alcuni brani da colonne sonore nei quali sicuramente figura mio nonno, per esempio, il film “L’autostrada del sole”, l’episodio tratto da “Thrilling”, “Per un pugno di dollari”. La chitarra elettrica, chiedo scusa Maestro, chi la suonò in quel film?
Ennio Morricone: Il chitarrista era suo nonno.
domenica 3 dicembre 2017
Intervista di Lino Banfi su Pino Rucher
mercoledì 22 novembre 2017
I ricordi televisivi di Tony Dallara
Tony Dallara parla della sua figura di cantante “urlatore” e commenta in particolare un video riguardante l’orchestra Angelini in cui si esibiscono alcuni grandi cantanti melodici della canzone italiana (al programma partecipano Achille Togliani, Nilla Pizzi, Gino Latilla, Carla Boni, Giuseppe Negroni, il Duo Fasano).
In questo video, che risale al 1959, si vede in prima fila, tra i musicisti, un giovane Pino Rucher alla chitarra elettrica con l’orchestra Angelini.
Si riporta un estratto di tale programma.
Intervento di Tony Dallara: «... Vorrei dire qualcosa sulla canzone come è oggi... Io credo, anzi spero, che il mio stile viva, vada avanti, perché anche è lo stile dei giovani...» e risposta di Claudio Villa: «Dunque, io penso una cosa, Dallara [ha detto] parole vere in fondo, insomma, lui, anche se fosse nato in Groenlandia, sente a quel modo e canta in quel modo, perché urla, canta così, piace ai giovani, eccetera. Quindi, niente da dire, no? È giustissimo. Ora io dico: siccome io sono italiano e non sono nato in Groenlandia, bensì sono nato a Roma, in Trastevere, io domando a questi cari miei amici giornalisti: “Che male c’è se io canto all’italiana?”»
sabato 24 dicembre 2016
Flamenco Rock di Milva
lunedì 19 dicembre 2016
Omaggio a Pino Rucher, una vita per la chitarra
Tra i suoi ispiratori vi furono importanti chitarristi americani, quali Barney Kessel, Wes Montgomery, Tal Farlow e Joe Pass. Il suo particolare stile, con originali sfumature jazz, si nota nei suoi assoli alla chitarra elettrica in canzoni italiane di grande successo, come “E se domani” e “Una zebra a pois”, lanciate da Mina, o “Amore twist” di Rita Pavone.
La Provincia di Foggia nel 2008 ha voluto ricordare la sua figura dedicandogli, nella città di nascita, una importante manifestazione con la partecipazione di alcuni grandi artisti del passato introdotti dal giornalista musicale Dario Salvatori.
L’evento si è tenuto in piazza Giovanni XXIII a Manfredonia il 5 ottobre 2008 e ha visto la partecipazione dei cantanti Carla Boni, Giorgio Consolini, Aura D’Angelo e Miranda Martino. Sono, inoltre, intervenuti Silvano Chimenti (chitarrista RAI), Franco De Gemini (“L’uomo dell’armonica”), Giuseppe Mastroianni (tecnico del suono), Elvio Monti (compositore e direttore d’orchestra) e Carlo Posio (pianista jazz e conduttore radio-Tv).
Hanno preso la parola il Sindaco di Manfredonia, avv. Paolo Campo, che ha consegnato alla famiglia di Pino Rucher lo stemma del Comune, e l’onorevole avv. Antonio Leone, che ha conferito una targa della Camera dei deputati.



















