domenica 3 dicembre 2017

Intervista di Lino Banfi su Pino Rucher

Intervista di Lino Banfi su Pino Rucher rilasciata in occasione del Premio Re Manfredi tenutosi a Manfredonia in data 5 agosto 2012

 
Estratto dell'intervista:
«Beh, certo, venire qui a Manfredonia e scoprire, oltre che gli amici che io conosco, l’artefice che m’ha portato qui, senza fare il nome, è un mio amico da tanti anni, si chiama Michele, vabbè, non posso dire altro perché è premiato pure lui. Son venuto dopo tanti anni e ci voleva questa full immersion per farmi ricordare un’altra cosa carina di musicisti importanti. Non sapevo che di queste parti era il grande M° Pino Rucher che, chitarrista di grande classe già allora da tanti anni, e il nipote mi ha ricordato addirittura che nel ’76 o ’77 io ho inciso un disco che si chiamava Tettation e Imprecation; perché tettation perché dicevo le tue tettole, etc. E mi ricordo adesso, mentre il nipote me lo ricordava, questa è la sua caricatura, questo è stato un grande maestro delle orchestre di Sanremo di Angelini, mi faceva leggere un pensiero che ha scritto il grande M° Ferrio che, per scriverlo lui, insomma dice: “avere in orchestra Pino Rucher era un privilegio, virtuoso del suo strumento, la chitarra preziosiva addirittura quello che facevano”. Era uno che sapeva fare, la chitarra elettrica di quei tempi, io mi ricordo un rock ‘n’ roll, credo di ricordare come un sogno, come faceva? Ta ta ta, ta ta ta e a un certo punto c’era la chitarra elettrica ta ta ti to ti do do do do do, ti to ti to ti to, ed era bravissimo questo Rucher a fare questo passaggio, che ci voleva solo un grande musicista per farlo. Quindi io lo ricordo volentieri, e stasera in questo premio che mi daranno, Michele Lauriola, appunto dicevo, tutti quanti quelli di qua, gli assessori, il Sindaco me lo daranno, io sarò felice di prenderlo, ma questo fatto esula dal premio nostro. Mi sono ricordato volentieri di questo grande maestro, quindi un saluto, grande maestro che non c’è più.»

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